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FRESH AND CLEAN FRIGHT, MAURO GHIGLIONE
FRESH AND CLEAN FRIGHT, MAURO GHIGLIONE
FRESH AND CLEAN FRIGHT, MAURO GHIGLIONE
di MARIA IDA CLEMENTEL
02-02-2005



Fresh and Clean Fright
di
Mauro Ghiglione
a cura di Angela Madesani

Sei immagini fotografiche inframmezzate da un pannello di uguale dimensione ottenuto con pezzi di sapone di Marsiglia. Sei ritratti di un urlo drammaticamente silenzioso, da un volto di donna, ripresa in caduta libera. L’urlo è espresso visivamente in tutta la sua tensione, ma sembra non uscire, non sentirsi, quasi fosse attutito dal muro di sapone che lava e cancella il suono.
‘Fresh and Clean Fright’, è un’opera dell’artista genovese Mauro Ghiglione che parla dello spavento. Ma non di spavento che è reazione sana, che scuote dal torpore, che rimette a contatto con la capacità animale, istinto naturale appartenente ad ogni essere vivente. Quello che Ghiglione descrive con la sua opera è lo spavento costante e subdolo, che lavora quotidianamente e che ha lo scopo di bloccarci, di paralizzarci, impedendoci qualsiasi reazione e qualsiasi azione. Assuefatti, non ci accorgiamo più di questo perenne stato di paura in cui viviamo ogni giorno, e ci accontentiamo di sopravvivere in una condizione di indifferenza non dolorosa. Emettere l’urlo significherebbe già uscire da questa tragica situazione, il suono provocherebbe una rottura, un’incrinazione. I pezzi di sapone stanno però lì ad assorbire lo scarto vitale, per fare ‘muro’ e impedire ogni forma di comunicazione.

I musicisti Daniele Goldoni e Zeno De Rossi, invitati in occasione dell’inaugurazione, utilizzano tromba, flicorno e batteria, e si basano su poche tracce musicali scritte, lasciando molto spazio all’improvvisazione.
«In un mondo pieno di rumori provenienti da diverse parti in termini invasivi, la musica oggi – sostiene Daniele Goldoni – può trovare un suo significato nel confronto con elementi sonori già dati e può sviluppare, partendo da un contesto di sonorità quotidiane, un proprio discorso musicale. Una musica di momenti e nuclei sonori che possono svilupparsi in diverse direzioni, diventa oggi più consona all’ascolto rispetto ad una musica narrativa fatta di lunghe estensioni ed articolazioni, con una struttura complessa».
L’ intervento musicale diventa a questo punto una performance: i musicisti improvvisano ascoltandosi reciprocamente, e prestando attenzione anche al pubblico e all’ambientazione, elementi che rientrano attivamente a far parte del progetto musicale, influenzandone l’esito.

Per la mostra uscirà un catalogo edito da Neos edizioni contenente una conversazione di Mauro Ghiglione con Angela Madesani, critico d’arte milanese: la loro collaborazione dura da qualche anno ed è sembrato utile a entrambi far sapere che il rapporto intellettuale fra curatore e artista sembra ancora esistere.

Galleria Michela Rizzo
Calle degli Albanesi, 4254 -30122 Venezia
orario Galleria: martedì, giovedì, venerdì dalle 10.00 alle 12.30, dalle 16.30 alle 19.30
mercoledì, sabato dalle 16.30 alle 19.30, e su appuntamento
tel/fax: +39 041 5223186 - cell.+39 335 54443326
e.mail:info@galleriamichelarizzo.net


Maria Ida Clementel

MARIA IDA CLEMENTEL