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Ballatine minimaliste e un pò storte, testi all'insegna di un nonsense dalle tinte folli; un impianto di voce e chitarra custica sul quale si inseriscono pianoforte, organo,
chitarre hawaiane, strumenti giocattolo...
Il gruppo di Davide Rastelli (tra l'altro 'boss' della tafuzzy records dalla quale il disco è edito) è artefice di uno disco di quell'indie rock obliquo, vagamente ludico e finemente malinconico che non rappresenta certamente una novità.
Tuttavia il progetto è riuscito, questa serie di 'bozzetti' (dodici, un pò più di mezz'ora di durata) hanno una loro fresca gradevolezza: ci si fa volentieri trasportare nell'atmosfera di una quotidianità quasi banale, se non fosse filtrata attraverso una lente deformante che le dà un aspetto allegramente trasandato.
Spieghi l'azzurro booklet e ti ritrovi davanti a un caoitico manifesto che sembra uscito
da un'antologia futurista, dove sono stampati i testi di microstorie che parlano di singles che vanno in bici e del freddo di dicembre, che ti spiazzano citando motivetti anni '40, percorrendo attraverso sentieri agevoli ma contorti i declivi dell'incomunicabilità e del disagio esistenziale.
Alla fine, coi loro modi discreti e sottovoce, i Mr. Brace un pò riescono a conquistare.
MARCELLO BERLICH
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