|
Originario della provincia di Milano (Desio, per la precisione), Kama (al secolo Alessandro Camatti) è autore di undici brani dall'impronta marcatamente cantautorale, ma senza mai perdere
di vista l'aspetto (indie)pop della questione.
In un disco diviso tra disimpegno e introspezione, si ritrovano riferimenti che, senza andare troppo indietro nel tempo, vanno da Morgan (specie in Icaro e nella ballata anticonsumista di Marmitta Paralitica) a Badly Drawn Boy, sfiorando Beck e Manuel Agnelli.
Una vena lirica dalla lieve tinta surreale e lisergica è il filo conduttore del disco che, aperto da un Sapore Sapido col retrogusto di Rino Gaetano, ha il suo picco nella Ostello Comunale sviluppata in un crescendo che parte da Pino Marino per andare a lambire i Muse.
Tra l'essenzialità semiacustica di Principessa alle sei e la leggermente sghemba Oggi ho vinto a Riisiko, c'è spazio anche per l'immediatezza di Lulù, molto radio friendly nel suo essere scopertamente beat, e per gli accenti country folk di Festa privata.
Anche se con qualche eccezione (orientata a un mood forse un pò troppo melenso), Kama riesce a confezionare un disco efficace, la cui arma vincente è stata la capacità di dare a ogni brano un'identità, diversificandone suggestioni e vestito 'emotivo'.
MARCELLO BERLICH
|