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“When Ground Figures Bless In Black Tutus” è l’ennesimo interessante split sfornato dalla Madcap di Treviso, equamente diviso tra i Father Murphy e Lorenzo Fragiacomo.
Un mix interessante: da una parte il pop luminoso della “big apple”, una rilettura - o forse meglio - un omaggio ai grandi autori di Tin Pan Alley, dall’altra l’incedere funereo delle periferie più buie, degno dei Black Heart Procession di “2” o dell’ultimo Waits di “Real Gone”, con l’approssimazione e l’immediatezza dei Fugs ma senza il divertimento.
Le prime tre composizioni sono affidate all’estro di Fragiacomo: “Still Face”, sorta di “Summertime”, è un’omaggio a George Gershwin; “Walking on the moon” è un “what if”, ovvero cosa sarebbe successo se “Rock the casba” dei Clash fosse stata scritta e arrangiata da Bacharach; in “Jester’s day” si aggiunge la voce e la chitarra di Francesca Luzzi per un duetto che è un ulteriore omaggio ai creativi di Tin Pan Alley.
Con “I was in coma…” la palla passa ai Father Murphy, per una composizione dall’incedere lento ma inesorabile, quasi un oscuro omaggio alla caducità delle cose e allo scorrere del tempo; “We know who our enemies are” è un sabba elettrico dove immaginiamo danzino le nere figure incappucciate ed in tutu rappresentate in copertina, azzeccatissimo artwork del californiano Vinh Ngo. Con l’ultima composizione “So long” si cambia leggermente direzione, per una ballata psych-country in odore dei mai abbastanza lodati Sixteen Horsepower.
Doppia copertina ma soprattutto doppia faccia per questa improbabile ma riuscitissima “comunione”, termine ancor più azzeccato quando si parla di Padre Murphy e Fra-giacomo.
VALERIO MINELLI
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