|
Gli Elika sono un fantastico duo di Brooklyn con all'attivo tre EP autoprodotti meravigliosamente sospesi tra delicatezze dreampop e briose basi elettroniche. Questo omonimo "Erika" cerca di fare il punto della situazione raccogliendo il meglio di quanto pubblicato fino ad ora pių alcuni inebrianti inediti. La partenza č un lento accordo celestiale che calibra i neuroni sulle giuste lunghezze d'onda ("Elliptical White Tablet"). La canzone che segue č un salto tra i saliscendi dei Cocteau Twins: Brian suona chitarre e si occupa dell'elettronica mentre Eva canta una melodia dolcissima che esplode in un ritornello alla Slowdive. La produzione č scarna ed essenziale ma l'effetto č graffiante e contagioso. Cosė anche "You're Not Safe At All": partenza delicata e cambio di tempo al vetriolo fino al finale completamente elettronico, tutto rigorosamente lo-fi."Siesta" č uno strumentale che toglie il respiro, maestoso e lieve come "Losing Today" (la canzone). In "Building Around It" le chitarre si arrampicano come edera sul tronco di un albero selvatico, cercando la luce in alto tra le nuvole: il ritornello questa volta rallenta l'atmosfera e il respiro resta fermo in gola ("see all we've got/ trying to hold onto what's left"). "We Stay The Same" č una ballata folk animata da un beat al silicio e da note rigirate da una chitarra elettrica sontuosamente psichedelica."Employment" č la traccia pių elettronica del disco: un drone aleggia sotto nel mixer mentre una drum machine si agita in modo nevrotico in superficie. Chiude il CD la sinuosa "Farewell", una sinfonia tascabile dell'evo digitale.
ROBERTO MANDOLINI
|