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Si fa chiamare semplicemente Guitarbomb. Il nome (e le foto che nel sito lo ritraggono con una maglietta degli Anthrax) potrebbero risultare fuorvianti.
In realtà, prima di dare alle stampe questo esordio, se n'è andato su giù per il nord america a bordo di un minivan, armato solo di una chitarra dozzinale e di una drum machine.
Una one man band dedita a un rock aspro e per forza di cose essenziale, un'attitudine da vecchio bluesman mescolata con una certa corrosività punk.
Il risultato sono le otto tracce di "Back Alley Jesus", sospese tra acidità à la Jon Spencer Blues Explosion, la lezione dei classici (Johnny Cash, Tom Waits), qualche scarna 'impressione desertica'
con lontani rimandi ai lavori di Josh Homme, vaghi sentori psichedelici
e un disincanto un pò disagiato che, assieme a un 'certo non so che', (forse l'attitudine un pò istrionica da 'one man band') per certi versi ricorda Beck.
Certo, forse non tutto quadra, in qualche caso i brani appaiono fin troppo scarni e minimali, ma alla fine l'andamento un pò claudicante, la postura vagamente 'storta', e il sapore rendono "Back Alley Jesus" un disco piacevolmente straniante.
MARCELLO BERLICH
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