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Questa band di cinque elementi provenienti da Milano rientra a pieno titolo nel fitto sottobosco del rock alternativo italiano; fortunatamente però gli IO?DRAMA possono vantare una certa componente stilistica che li rende riconoscibili ed unici e gli consente di non affondare senza infamia e senza lode nel sovraffollato sottobosco di cui sopra.
I brani del disco sono ricercati ma non pretenziosi e la presenza di un violinista contribuisce a rendere particolare il suono globale della band in un atmosfera generale decadente e teatrale, ma ricca di energia.
Tra le 11 tracce troviamo in maggior parte solide composizioni rock come la opening track “China sulla fine del mondo” in cui emergono chitarre alla Muse e “Vanità”, ma anche brani meno usuali, ma comunque efficaci, come “Ebbrezza”.
Molto particolare è anche la voce di Fabrizio Pollio che sembra ispirarsi stilisticamente a John De Leo; se da un lato riesce a fornire quel quid schizoide che contribuisce a caratterizzare la musica del gruppo, dall’altro risulta poco convincente quando esagera in un paio di occasioni (nelle prime due tracce, anche se “L’inquietudine di Babi” rimane, per chi scrive, uno dei pezzi migliori del disco) con acuti e falsetti esasperati che non convincono del tutto.
Rimane comunque l’impressione di un buon esordio che fa ben sperare per il futuro.
GIANLUCA RIMEI
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