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Tra le cose più suggestive che l'inarrestabile Aidan Baker ha registrato nell'ultimo anno c'è sicuramente questa collaborazione con il conterraneo Eric Quach, titolare della strepitosa etichetta di cd-r che ha pubblicato il disco. All'interno di “Orange” i due musicisti riescono nell'impresa dove molti loro colleghi sperimentatori in situazioni analoghe falliscono: comunicano tra loro ma anche con il pubblico. Sembra in effetti che i due canadesi abbiano trovato una seconda lingua in comune. Lungo le quattro tracce in cui è divisa la mezz'ora di musica contenuta in “Orange” si ascoltano divagazioni sul tema del drone chitarristico. Baker è l'attore principale ma Quach riesce magnificamente a infilare strati di suoni che scaldano l'atmosfera facendo sembrare i crescendo di rumore ancora più suggestivi.
ROBERTO MANDOLINI
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