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Tre italiani (di Parma), un americano (di Atlanta) e un anglo-italiano.
Una copertina che riecheggia le feste organizzate sui campi di basket del liceo negli anni'50 all'esterno e ispirata alla mitologia cine-televisiva degli anni '60 - '70 (Star Treck, Guerre
Stellari, Il Santo).
Una copertina molto 'pop' per un disco che, del pop mantiene una certa 'forma? brani brevi e diretti, strutture semplici, suoni gradevoli e anche qualche coretto ammiccante.
Poi c'è l'altra faccia della medaglia: quella fatta di distorsioni e lievi obliquità, di chitarre che non si
astengono da fischi e crepitii, di bassi e batterie che rullano a dovere.
Un pò dei Motorpsycho più pop, qualcosa dei Grandaddy, una spruzzata di Pavement magari, ed ecco che gli Isabel At Sunset riescono a meritarsi parecchio di più di un semplice ascolto distratto.
MARCELLO BERLICH
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