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Ad un anno di distanza dall'omonimo esordio su Projekt tornano gli americani Tearwave con un monumentale secondo album di quasi ottanta minuti. Diciassette canzoni che non smettono di colpire ascolto dopo ascolto. “Different Shade Of Beauty” si apre con un trittico che toglie il respiro: su “Shattered Fairytale” la voce delicata di Jennifer Manganiello annuncia la fine delle illusioni mentre le chitarre di Doug White tessono le prime trame di una tela che si preannuncia più intricata di quanto fosse lecito aspettarsi; “Holding On” si apre subito con una melodia irresistibile prima di far esplodere il suono dietro un ritornello altrettanto accattivante; ma è sulle note di “Nothing's Wrong” che si ha la definitiva impressione di trovarsi di fronte ad un disco destinato a diventare un classico nel genere: lacrime di chitarra scorrono su un ritmo sostenuto dal basso di Joe Villella e dalla batteria di John Stephanski mentre Jennifer intona parole scurissime (“Leave me alone in my dark dreams/ Where I can feel some peace”) prima che alla boa del terzo minuto un cambio di atmosfera segni il passo per un finale stratosferico. La sorpresa arriva a metà scaletta: i Tearwave rileggono il classico dei Church “Under The Milky Way” lasciando inalterata la forza della melodia scritta da Steven Kilbey ma immergendo la canzone in un'atmosfera ancora più romantica.
ROBERTO MANDOLINI
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