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Secondo lavoro per i piemontesi Roulette Cinese, a qualche anno dall'esordio di "Che fine ha fatto bay love", disco inserito in un più ampio progetto,facendo da colonna sonora all'omonima video opera di Alessandro Amaducci, presentata al "Torino Film Festival" del 2003. "Ibridomeccanico" si ricollega in parte a quell'esperienza, riprendendone, rivisitandoli, alcuni capitoli, aggiungendovi nuovo materiale e arricchendo il tutto con una cover di "Exit" di Fausto Rossi, artista trai più sottovalutati del panorama cantautorale italiano. "Ibridomeccanico" si configura come una sorta di omaggio in chiave elettro - pop a Philip Dick, ricordato dalla copertina (dove campeggia una 'pecora elettrica'), dal titolo di uno dei brani (Un oscuro scrutare), e dall'acronimo delle iniziali delle singole tracce, che vanno a formare il motto "I love Ubik".
Pop elettronico variamente declinato, riprendendo suggestioni anni '80, ma anche sapori più contemporanei (citare i Subsonica quando si parla di un gruppo piemontese è quasi banale).
Tra parentesi dalla abrasività industriale ed episodi in cui prevalgono liquide rarefazioni,
i Roulette Cinese trovano il modo di inserire anche una potenziale 'hit' (Io non conosco le cause che portano alla morte), dal sapore retrò di certe discoteche 'gothic', e un intrigante 'patchwork' finale (K id C).
Elettropop dunque, ma non senza una piacevole nota di sottile sperimentalismo che rivela la voglia, e la capacità, di mostrare anche un certo carattere.
MARCELLO BERLICH
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