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Formatosi nel 2001, il trio vicentino degli Schiele aveva già avuto di far apprezzare le proprie
(acerbe) doti nel primo lavoro, "A heart that does not hurt) uscito tre anni fa circa. Oggi il ritorno, con "Picture of mountain" che denota un'accresciuta consapevolezza delle proprie possibilità,
e della capacità di metterle in pratica. La formula utilizzata in queste dieci tracce vede evolvere il suono del gruppo, già a suo tempo codificato in un post-rock /post hardcore dalla forte impronta noise, arricchendosi attraverso l'influenza di certe tendenze degli ultimi anni.
Fin dall'incipit, ecco infatti farsi strada certe suggestioni siderali, à la Explosions In The Sky per intenderci, e nel procedere del disco emergere la vena, sul filo della nevrosi, dei Mars Volta, fino a
episodi meno granitici, dallo svolgimento più agile.
Una vocalità spesso improntata a una sofferenza lancinante, un drumming ora furioso, ora ossessivamente insistito, il basso caracollante, un classico, a erigere ritmiche frastagliate le chitarre spigolose, taglienti: gli ingredienti del 'genere' ci sono tutti, in un lavoro concentrato sul continuo tendersi e rilassarsi delle atmosfere, furia (quasi) incontrollata e stacchi ipnotici, che tiene sveglia l'attenzione.
Disco che si lascia ascoltare, pur lasciando l'impressione di fondo di una forse troppo marcata somiglianza con tanti altri dischi del genere, il rischio di passare un pò inosservato, che si sarebbe, forse, potuto evitare con qualche spunto di maggiore originalità.
MARCELLO BERLICH
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