|
A quattro anni dalla formazione, il quartetto degli Psicosuono, proveniente dall'hinterland milanese,
al traguardo del primo lavoro sulla lunga distanza.
Nove brani nel quale su una tipica matrice di 'rock all'italiana', fortemente incentrata sull'aspetto melodico dei brani, vengono via via inseriti elementi provenienti da diverse suggestioni, offrendo nel corso del disco una certa varietà di panorami e umori sonori.
Un'alternanza di sapori frutto di un impianto strumentale decisamente orientato al rock, con più di un accento progressive, e un'interpretazione vocale invece decisamente orientata verso climi jazz,
oltre che naturalmente influenzata, forse con esiti un pò troppo di 'maniera' dalla classica tradizione cantautorale italiana.
Il principale pregio del disco finisce cos' per essere questo continuo variare da un brano all'altro (e anche al loro interno) ed emergere di varie impressioni, tra rock, come detto, con qualche punta
progressive e isolate spolverate metal, negli episodici assoli di chitarra, e jazz, spesso e volentieri con inclinazioni funky piuttosto che con colorazioni che rimandano alla stagione 'elettrica' degli anni '70. Il tutto incorniciato da una spiccata propensione alla melodia, inparallelo cercando di smussare le maggiori spigolosità, tra momenti dai toni più accesi, parentesi rilassate, quasi da 'club' ed episodi vagamente onirici.
Se per un verso quindi "Aut Aut" offre un'ascolto tutto sommato gradevole, sostenuto dalle indubbie capacità del gruppo e dalle doti vocali della singer Elisabetta Giglioli, sul fronte opposto si
fa strada nel corso dell'ascolto l'impressione che il gruppo si sia voluto concentrare su una 'bella forma', tenendosi in certi frangenti un pò troppo sotto controllo laddove forse sarebbe stato più efficace un maggiore lasciarsi andare, mentre in alcuni episodi meno riusciti i cambi di suggestione sembrano dettati piuttosto da qualche indecisione sulla strada da prendere.
Alla fine, le buone doti e idee di base si scontrano con qualche incertezza tipica dell'esordio e un pizzico di 'voglia di farsi piacere'di troppo: focalizzando meglio le proprie scelte e con un pò di
coraggio in più, la formazione milanese non potrà che crescere ulteriormente.
MARCELLO BERLICH
|