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HANNO UCCISO ULRIKE MEINHOF

LEV*
HANNO UCCISO ULRIKE MEINHOF
(autoprodotto)
DI MARCELLO BERLICH

Band Web Site
Label Web Site

Nati nel 2002 in quel di Napoli, i Lev arrivano solo oggi a pubblicare il loro primo lavoro,
completamente autoprodotto e liberamente scaricabile dalla rete, attraverso il loro sito, o quello del
collettivo politico - musicale Get Up Kids!, del quale band condivide la 'linea' all'insegna di una
concezione completamente libera della diffusione delle idee e dell'accesso alla cultura.
Il titolo, "Hanno ucciso Ulrike Meinhof" può far pensare a un disco militante: Ulrike Meinhof
era, insieme al suo compagno Andreas Baader diede vita alla omonima 'banda' in seguito trasformatasi nella RAF (Rote Armee Fraktion), semplificando, una sorta di omologa tedesca delle nostrane BR.
Il riferimento all'uccisione ne evoca le circostanze, mai chiarite: la Meinhof fu trovata impiccata in
cella, il fatto venne subito archiviato come suicidio, ma sulla vicenda resta più di un dubbio.
Detto questo, il disco dei Lev, più che militante è un disco 'politico', anche di denuncia, se si
vuole: nessun incitamento alla lotta armata, per chiarirci, ma una costante sottolineatura dei
'guasti' della società attuale.
La formazione partenopea mette tutto ciò in testi dove, a una chiarezza di fondo dei concetti
espressi si accosta l'utilizzo di metafore e allegorie, a volte spingendosi nel non-sense e nel sottile surrealismo.
Il disco è strutturato idealmente in due 'lati', 'dall'esterno' e 'dall'interno', dalla diversa caratterizzazione sonora: più arrembante la prima parte, dagli accesi e aggressivi connotati punk, sulla quale aleggia (prevedibilmente, in un certo senso, l'ombra dei CCCP); più genericamente rock, con qualche accenno al cantautorato italiano di impegno e protesta degli anni '70 la seconda.
Una prima parte tutta rapidità, istinto e in buona parte rumore, un secondo tempo caratterizzato da maggiore riflessione e uno svolgersi dei brani più riflessivo, quasi meditato. In tutti i casi un disco da ascoltare, non solo per la totale gratuità del progetto, ma anche e soprattutto perché ci regala una bella parentesi di 'impegno'.

MARCELLO BERLICH